La leggenda narra che ogni anno, nel mese di maggio, lungo le sponde del Po e sotto lo sguardo rigoroso della Mole, un gruppo di esuberanti, allegri ed eleganti giovani fosse solito radunarsi per dar vita ad una serata epica.

Ideatore, promotore, mattatore (nonché festeggiato) di tal convivio pare fosse un giovanotto di belle sembianze, con folte basette, capelli riccioluti, sguardo dolcemente folle e  posseduto da un entusiasmo contagioso. Si dice che per plasmare la sua creatura il giovane basettato si avvalesse di geniali e fidati complici che con grande abnegazione e intraprendenza miglioravano di anno in anno la spettacolarità della serata: le testimonianze riportano di sbandieratori, tamburi, danzatrici, fuochi d'artificio, concerti, fiaccole, stendardi e bandiere.

 

I fortunati invitati entravano a far parte di un meccanismo "infernale" che non lasciava vie di scampo: da semplici invitati a protagonisti dello spettacolo, perché, in realtà, lo spettacolo erano loro. Nessuna prima donna, nessuno sopra le righe, tutti fottutamente uguali, accomunati dall'unico obiettivo di godere appieno dei piaceri più genuini e primitivi della vita: donne, uomini, cibo, danze, cori, risa, balli, sudore, sguardi e vino, tanto vino...

 

Il giovane, forse a sua insaputa, aveva creato un mondo ideale, una realtà parallela libera da freni inibitori, inutili angosce, preconcetti e luoghi comuni. Non era una semplice cena, un'accozzaglia di ubriachi ben vestiti che si riducono in canottiera...era un modo di pensare la vita, un qualcosa in cui identificarsi!

 

 

La leggenda narra che quel giovane si chiamasse Giorgio Formica e quella serata fosse il Cenino Etilico!

 

 

NICOLO'

(29/05/2009)